mercoledì 28 giugno 2017

Legnano Mod Electa 1927




Ringraziamo il proprietario Stefano dalla provincia di Venezia e il nostro amico Paolo Maria Caserta da Verona che ha favorito il cambio di scuderia di questa rarissima meraviglia di casa Bozzi e l'ha descritta come solo lui sa fare.....



"Cenerentola Rinane Principessa"
Le Legnano hanno avuto il ruolo immeritato di Cenerentole , mentre le due sorelle Bianchi e Dei andavano in giro in ghingheri .
Forse lo pensavo anche io , fino al giorno in cui ha avuto inizio una favola che avrei potuto intitolare
"La Bella Addormentata in Cascina"
Quando mi ero trovato davanti questa bici ,rugginosa sporca e impolverata oltre ogni limite , forse solo lo stringisella mi aveva fatto intuire che non si trattava di una popolana qualunque, ma che un cognome lo aveva .
Subito dopo era il numero sul telaio a farmi capire chi avevo davanti, una Legnano anni 20.
Un numero davanti al canotto di sterzo , inserito in un rettangolo, portato con l'orgoglio della nobildonna che indossa un collarino prezioso su un collo altero , per evidenziare la propria bellezza in modo intrigante .
E la cosa mi ha intrigato, perché la nobildonna mela sono portata a casa , per mostrarmi poco a poco i suoi segreti.
Un raro colore verde, non il solito nero, e' stato il primo segreto svelatomi non tanto dalla nobildonna , quanto dalla spugna che ha tolto tutto lo sporco .
Facendomi sempre più ardito , l'ho svestita del tutto , e mentre le decal apparivano come i nei di una Femme Fatale bellissima , una serie di marchiature , codici, cifre, date ,stampigliature . Mi hanno recitato lo stemma araldico di questa bici .
Eletta , dunque , fra le elette, anzi direi "Electa".
Una bici che non si concede a tutti , molto rara, un emblema di orgogliosa Italianità produttiva.
Una Cenerentola che a ben vedere non è mai stata tale .
Forse fa qualche parte troveremo una Regina Cattiva di Biancaneve , cioè la Bianchi R Super , ma stiamo tranquilli che da buona Regina cattiva la R Super con i suoi incantesimi ci farà credere di essere quello che non è , sopratutto per le varie aggiunte e taroccature del Nano Tremotino di turno .
Qui invece , abbiamo una nobildonna che si è data a pochi , una nobildonna che non elargisce le proprie grazie se non a chi abbia tutto il potenziale dei Sette Nani messi insieme .
Insomma , arrivo a pensare che si sia data solo ad un Superdotato , in materia di tecniche di restauro conservativo , di passione e, possiamo anche dirlo di "fortuna" .
Per poterla conquistare del tutto , ho dovuto farle un regalo , il patacchino che mancava , rarissimo e raffinatissimo.
Per lei , dunque , sono stato all'attesissima fiera annuale della ruggine , dove ho trovato l'agognato oggetto da portare alla mia Amata .
Lei lo ha accettato di buon grado , sicché adesso posso dire che mi si è concessa del tutto .
Ed ho scoperto che Cenerentola non è mai stata Cenerentola , e che posso cavalcarla anche dopo la mezzanotte , non si trasforma in zucca e rimane una principessa .

                                                                          Paolo Maria Caserta

















Legnano Electa 1927
Gomme Pirelli Stella 28x1/2
Manopole in corno
Bronzino Legnano
Pattini freni Pirelli Stella
Maniglia saltafossi brevettata
Lucchetto ad arco
Paramanubrio Amba
Pedali Sheffield
Ruota libera Perry
Catena Conventry
Gemma a cono bugnata
Sella a riccioli sostituiti due rivetti
Il codino era stato sostituito è stato pulito la ruggine farà il suo corso


UNA NOTA IMPORTANTE
il fregio sul bronzino, e soprattutto il PATACCHIO, hanno uno stile inconfondibilmente stupedno, ART DECO italiano.



giovedì 15 giugno 2017

Umberto Dei Oro 1939


Ringraziamo il nostro amico Marcello da Piacenza che ci mostra il suo ultimo ritrovamento...


La bici in questione e' una Dei Oro del 1939 "Ballon" da 26 x 1/2 con una caratteristica particolare, una sorta di optional dell'epoca. Monta infatti una splendida coppia di parafanghi aerodinamici con prolungamento anteriore, corazzatura completa e ventagli disponibili solo su richiesta!!!





Complimenti Marcello per il bel restauro conservativo e per il raro ritrovamento....

lunedì 29 maggio 2017

ORDONNANZFAHRRADER MODELL 05 (Ordinanza Svizzera 1905)


Ringraziamo il nostro amico Paolo Maria Caserta da Verona che ci presenta e ci descrive la sua straordinaria meraviglia Elvetica......


CHI ERI?
Per doverosa premessa, la Svizzera vive in pace da un millennio ed il suo esercito e' gioiosamente concepito per non fare la guerra.

Ordinanza svizzera modello 05, in arte ORDONNANZFAHRRADER MODELL 05, non un semplice conglomerato di metallo e idee.
Di metallo ce n'e' parecchio, di idee anche, e dalle idee traspare subito l' ideale.
L' uomo ha da sempre l' ideale di volare, e volare si avvicina molto al correre in bicicletta per impossessarsi degli elementi.
A cominciare dalla terra su cui spostarsi velocemente, fino al cielo che ti sovrasta mentre pedali, fino alla conquista dell' aria perche' ne sei il padrone, sei Tu che la trasformi in vento mentre vai.
Un ideale intrinsecamente giovanile, o perlomeno coltivato maggiormente in gioventu'.
Se l' idea evoca l' ideale, questa macchina evoca ricordi, facendolo in maniera elegante, forse con sottintesa dolce malinconia.
Nel lontano 1905 l' Armee Svizzera ordino' 300 bici di pre-serie, capostipiti di quella produzione di 68.614 esemplari usciti di fabbrica tra il 1905 ed il 1988.
Il biciclettone in questione venne definitivamente adottato nel 1907, tant'e' che i precisoni cugini d' oltralpe pensarono di cambiarne la denominazione in MODELL 07, idea che abbandonarono per non fare confusione.
Modell 05 era nata, e Modell 05 rimase.
Quando termino' la produzione, nell' Anno Domini 1989 ne vennero prodotte 300 per il mercato civile, per commemorare la prima serie dell' anno 1905.
Queste ultime 300 bici (300 come gli Spartani alle Termopili) recavano la numerazione e la croce svizzera di colore oro, di qui la denominazione Goldkreutz.
Quindi, le pre-serie del 1905 furono l' alfa delle ordonnanzfahrrader, le Goldkreuz ne furono l' omega.
Dai toni biblici a qualcosa di pu' concreto, mi riesce difficile trovare una bici che -piu' di questa- sia un concentrato di storia, e soprattutto di umanita'.
Mi piacerebbe sapere il nome del proprietario, mi chiedo sempre CHI ERI?
In questo caso, risposta facile, l' esercito svizzero.
Il quale assegnava la bici ad un cittadino svizzero abile alla leva (che prestava servizio militare dai 18 ai 55 anni, ogni anno 15 giorni in caserma, e si teneva l' attrezzatura a casa).
Quanti di questi proprietari si saranno affezionati a lei, questa ordinanza svizzera matricola 262 prodotta dalla Condor S.A. in un giorno di primavera, nel 1905?
Non so quanti.
Ma so per certo che TUTTI a fine servizio, l' avranno riconsegnata al successivo assegnatario, consapevoli di restituire all' esercito svizzero ..... la propria giovinezza, terminata in forza di decreto del distretto militare.......
Quanta umanita', in questo vaevieni di gioventu' in transito su due ruote nel percorso della vita.
Trovando i registri dell' esercito svizzero potrei sapere chi era il primo assegnatario, e con un po' di fortuna conoscere i nomi degli utilizzatori succedutisi nel tempo.
Avrei una cronistoria dettagliata in risposta alla domanda CHI ERI, ma mi tengo la risposta che ho gia'.
So gia' CHI ERI.
Su questo aggomerato di metallo, Tu eri uno che ci ha vissuto la giovinezza, non ci hai combattuto nessuna guerra se non quella della vita, e c'hai lasciato un pochettino della Tua anima quando hai dovuto restituirlo.
E scusate se e' poco.
(conclusione, Byron disse ''anche i luoghi hanno un' anima, per chi sa senitre la voce della storia'', io guardo questa Condor del 1905 e rispondo ''han piu' anima le bici'')

                                                                      "Paolo Maria Caserta"                                                              
                                                                                                            









DATI TECNICI
Ordonnanzfahrrader modell 05, anno 1905, matr. 262, produzione Condor S.a.
Pneumatici 26 x un mezzo svizzero a tallone
Borsino con apertura a destra (versione ante 1930)
Borsa sottocanna con apertura a destra anno 1912 (versione ante 1930)
Fanale Otto Scharlack Von Nurnberg caratteri gotici primo modello (come da specifiche militari)
Sella R. Nagel - Fielendorf (come da specifiche militari)
Campanello Bevin prima serie (idem come sopra)
Manopole in corno da 25 mm. 
Peso come da foto 32 kg



Grazie mille Paolo per aver condiviso con noi una bici eccezionale dall'elevatissimo valore storico!!!!













domenica 7 maggio 2017

Benotto 1947


Oggi ringraziamo Paolo da Torino che ci mostra una delle sue ultime acquisizioni..... una bellissima Benotto Sport classe 1947



La bici si presenta incredibilmente completa e conservata (caratteristiche alle quali ormai Paolo ci ha abituato bene) mostrandoci in tutto e per tutto il suo pressochè invariato splendore originario 














Grazie mille Paolo per aver condiviso con noi anche questa bellezza Torinese.....


sabato 6 maggio 2017

Coventry 1903/04






Buongiorno a tutti amici lettori oggi ringraziamo il nostro amico Paolo da Verona che ci presenta questa bellissima Coventry e ci descrive il momento del ritrovamento e la bici stessa in maniera eccellente....





ASTERISCO o CANCELLETTO??? Quando l’ho portata a casa, non so perché, non mi aveva convinto sto gran che, forse perché l’ho avuta alle 5,45 del mattino di un giorno lavorativo infrasettimanale. Ritornato in me durante il week end, l’ho guardata bene. Ho quindi da parte immediatamente l’irriverente paragone con l’inferriata presente in foto, decidendo che questa bici non è un CANCELLO. Anzi, devo dare dei punteggi segnati con un ASTERISCO, personalmente ed a gusto mio il pedigree di questa anziana è costellato di asterischi. Il manubrio è nato con la bici, ed è un bel manubrio da pista-corsa. Svela tutti i suoi centodieci anni ostentando una passo Humber, che può allungare la sua falcata mediante un giroruota con una ruotina da 6 denti. I forcellini posteriori, con i loro lunghi vitoni per regolare la tensione della catena, mi hanno fatto capire che si tratta di una inglese nata e cresciuta con velleità corsaiole.
Come tutte le creature femminili, anche questa svela uno delle sue visuali migliori se inquadrata da dietro, e Vi prego di guardare le relative foto, garantendoVi che dal vivo è ancora meglio.
Le trace del colore originale e dei filetti, sia su forcelle che sul carro posteriore, fanno capire che l’arzilla 110naria è ben conservata e funzionante.
Come tutte le signorine di buona famiglia di allora, che sollevavano appena appena la gonna lunga per far vedere maliziosamente la caviglia, questa ragazza marchiata Coventry su mozzi e pedivelle lascia intravedere, sotto il bullone del mozzo anteriore, i foderi chiusi della forcella: la forcella ha due buchi, la ruota non esce da sotto.
Per togliere la ruota, dunque, la nostra pulzella di inizio secolo deve divaricare le forcelle: onore questo, in verità, concesso a pochi fortunati……
MI ha regalato alcune cavalcate veramente emozionanti, ed adesso –non voglio usare il termine di altri, ossia il cambio di scuderia- questa arzilla cambierà badante.
E ne avrà ancora molto da dire, sfiancando oltre ogni limite il ben più giovane, quanto fortunato, prossimo badante.
(p.s.: le notizie su questi pezzi sono rare, perché la notte tra il 14 e il 15 novembre 1940 i bombardieri ju 88 tedeschi, gli uhu ossia civette, rasero al suolo Coventry che era il polo di produzione bici inglese, e distrussero tutto tutto tutto nacque il termine “coventrizzare” per indicare distruzione totale, ma si sa che la storia la scrivono i vincitori, nessuno usò mai il termine “hiroshimare”). Al di la di tutto, morale della storia, di archivi cartacei non ce ne sono, databile 1903/1904


                                                                                                                              Paolo Maria Caserta



Grazie Paolo per aver condiviso con noi questa splendida rarità.....